Approvata dall’Aula della Camera dei Deputati la proposta di legge sul riconoscimento dei Professionisti dei Beni Culturali

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15 gennaio 2014 alle ore 17.47
COMUNICATO STAMPA

Roma, 15 gennaio 2014 – Approvata finalmente dalla Camera dei Deputati la proposta di legge sul riconoscimento dei professionisti dei beni culturali, un provvedimento che consentirà, se confermato dal Senato, di riconoscere la qualificazione, la dignità e i diritti per migliaia di professionisti che ogni giorno si occupano del patrimonio culturale: archeologi: archivisti, storici dell’arte, bibliotecari, demoetnoantropologi, diagnosti, restauratori.

“La Repubblica Italiana,all’art. 9 della Costituzione tutela il paesaggio e il patrimonio storico eartistico della Nazione ma non può esserci alcuna tutela se non si riconoscono e non si valorizzano le competenze e la professionalità degli specialisti che se ne prendono cura ogni giorno” – afferma Salvo Barrano, Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi. “Siamo le sentinelle del patrimonio culturale italiano, dell’identità storica di questo Paese, senza di noi la stessa sopravvivenza del patrimonio storico e artistico è a rischio!”.

L’approvazione da parte della Camera avviene al termine di un percorso avviato dall’Associazione Nazionale Archeologi nel Giugno del2008 con la prima manifestazione degli archeologi italiani, per chiedere regole e riconoscimento. Da allora si sono avvicendati diversi Governi ma gli archeologi sono sempre scesi in piazza uniti per chiedere il riconoscimento della loro professionalità.

“Siamo scesi in piazza nel 2008, con il Governo Berlusconi, poi nel 2012, con il Governo Monti e infine sabato scorso insieme a tutti gli altri professionisti dei beni culturali, con il Governo Letta, perché riteniamo inaccettabile che a quasi quarant’anni dall’istituzione del Ministero dei Beni e le Attività Culturali, non si siano ancora riconosciuti i profili professionali nei Beni Culturali. La proposta di legge, una delle poche di iniziativa parlamentare, se approvata dal Senato, rappresenterebbe un segnale di attenzione al mondo dei beni culturali, che rivendica lo spazio che merita in un paese come l’Italia, dove la cultura produce oltre il 5% della ricchezza del paese. Facciamo appello – conclude Barrano – alla responsabilità del Presidente del Senato e delle forze parlamentari perché garantiscano l’approvazione rapida di un provvedimento che darebbe risposte concrete a favore della buona occupazione nel settore ”.

Visita con l’artista – Tomaso Binga / Anni 70 Arte a Roma

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Aggiornamento del 14/01/2014: Per motivi di salute dell’artista Tomaso Binga, la quale avrebbe contribuito alla visita/evento proposta con un personale intervento e performance, ci vediamo costretti a spostare a data da destinarsi tale attività. Ci scusiamo per l’inconveniente e vi invitiamo a visitare il sito o la pagina FB per eventuali sviluppi. A breve, inoltre, nuove attività ed eventi proposti da S.A.U.

DOPO LA MANIFESTAZIONE DEI PROFESSIONISTI DELLA CULTURA “500 NO AL MIBACT: per la buona occupazione nei beni culturali”

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COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

 

Roma, 11 gennaio 2014 Non 500 ma almeno 800 i“no” che questa mattina hanno riempito la piazza del Pantheon per chiedere alGoverno un’inversione di rotta coraggiosa per il lavoro nella cultura.

 

“Se il ministro Bray è davvero dalla parte deiprofessionisti che hanno manifestato stamattina al Pantheon deve garantirne ilriconoscimento, un nuovo concorso pubblico e la riformulazione integrale delbando: da finta formazione a buona occupazione” così Salvo Barrano,presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi promotrice della manifestazionecommenta il tweet con cui il ministro Bray ha sostenuto la manifestazione:

 

“Condivido la protesta deiprofessionisti della cultura per i blocchi alle assunzioni e mi impegno aportare le loro ragioni al Governo”

 

Non è facile trasformare i mitiprofessionisti della cultura in manifestanti arrabbiati ma” afferma MarcoCarassi di ANAI – “questa classe politica ci è riuscita: nella Firenze del’400 avrebbe impedito il Rinascimento!”

 

Sono paradigma dei ritardi dellapolitica per il settore i restauratori italiani, gli unici già riconosciuti mache come ribadisce Andrea Cipriani di La ragione del restauro attendono “avviodella procedura di selezione dei restauratori”.

 

È finito il tempo del meglioche niente. La nostra unità è specchio di una presa di coscienza: siamo unsoggetto politico” Angelo Restaino di Archivisti in Movimento.

 

I professionisti e i lavoratoridella cultura devono contribuire da protagonisti alla definizione dellepolitiche culturali” spiega Ilenia Caleo del Teatro Valle Occupato

 

 

Inutile illudersi che con 500tirocinanti risolviamo i problemi del Ministero. Chiediamo la sospensione delbando, la revisione del decreto Valore Cultura e nuove vere assunzioni” affermaFerruccio Ferruzzi per Uil Beni Culturali, tornando sul bando che secondoDavide Imola della CGIL “non propone una soluzione strutturale ma è esemplaredel tirare a campare“.

 

Puntualizza così sugli archeologi Alessandro Pintucci, presidente dellaConfederazione Italiana Archeologi  “Il 50% degliarcheologi ha una formazione post lauream, il 28% ha frequentato almeno unmaster, eppure per il Mibact queste persone non hanno bisogno di un lavoro madi un ulteriore anno di formazione nella forma di un tirocinio pagato in tutto5000 euro”.

 

Losottolinea anche Beatrice Mastrorilli, storica dell’arte intervenuta congiuntamente perSAU e Storici dell’Arte in Movimento: “Vogliamoretribuzione e tutele previdenziali adeguate non tirocini!

Intervento S.A.U alla manifestazione 500NO al Mibact

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S.A.U – Associazione Storici dell’Arte Unitari dice Basta! Basta con
le prese in giro di una classe politica che bada ai suoi interessi ed
abbandona il paese allo sfascio.
Si sono riempiti la bocca esaltando a parole l’importanza della cultura
e del patrimonio artistico,  “la vera  prima industria” dell’Italia, ma i
fatti dove sono?
La montagna ha partorito il topolino del bando di concorso per la
digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, preannunciato come
assunzione di giovani laureati.
La realtà è che non si tratta di assunzione ma di tirocinio per dodici
mesi non rinnovabili che darà l’opportunità ai fortunati vincitori di
lavorare  per 416 euro lordi al mese. Per chi non ha una famiglia
benestante alle spalle e non vive in una grande città non sono nemmeno
sufficienti a sopravvivere.
E’ LA SOLITA TRUFFA A DANNO DELLE PROFESSIONI DEI BENI CULTURALI E DEI
LAUREATI CHE DOPO LAUREA, MASTER E POST LAUREAM CONTINUANO A ESSERE
TRATTATI DA PRECARI A VITA (SE RIESCONO A TROVARE UN SALTUARIO IMPIEGO
RETRIBUITO) O DA EMARGINATI DISOCCUPATI.
L’Italia ha bisogno non di Istituzioni  autoreferenti e in perenne stato
di autoconservazione, parassitarie e incapaci di dare sviluppo e dignità
al paese, ma di chi abbia il coraggio di imporre i principi del merito e
della coscienza del lavoro.
I danni al nostro patrimonio artistico sono storia di tutti i giorni, e
certo non è stato ancora raggiunto il culmine.
Gli Storici dell’Arte così come gli Archeologi ed altre categorie di
preparati laureati nel campo dei beni culturali sono stati degradati a
professionisti “non regolamentati” come i callisti ed i guardiamacchine
abusivi (LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4  Disposizioni in materia di
professioni non organizzate)
DICIAMO BASTA A QUESTO STATO DI COSE!
BASTA FORMAZIONE! VOGLIAMO OCCUPAZIONE!”