Intervento S.A.U alla manifestazione 500NO al Mibact

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S.A.U – Associazione Storici dell’Arte Unitari dice Basta! Basta con
le prese in giro di una classe politica che bada ai suoi interessi ed
abbandona il paese allo sfascio.
Si sono riempiti la bocca esaltando a parole l’importanza della cultura
e del patrimonio artistico,  “la vera  prima industria” dell’Italia, ma i
fatti dove sono?
La montagna ha partorito il topolino del bando di concorso per la
digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, preannunciato come
assunzione di giovani laureati.
La realtà è che non si tratta di assunzione ma di tirocinio per dodici
mesi non rinnovabili che darà l’opportunità ai fortunati vincitori di
lavorare  per 416 euro lordi al mese. Per chi non ha una famiglia
benestante alle spalle e non vive in una grande città non sono nemmeno
sufficienti a sopravvivere.
E’ LA SOLITA TRUFFA A DANNO DELLE PROFESSIONI DEI BENI CULTURALI E DEI
LAUREATI CHE DOPO LAUREA, MASTER E POST LAUREAM CONTINUANO A ESSERE
TRATTATI DA PRECARI A VITA (SE RIESCONO A TROVARE UN SALTUARIO IMPIEGO
RETRIBUITO) O DA EMARGINATI DISOCCUPATI.
L’Italia ha bisogno non di Istituzioni  autoreferenti e in perenne stato
di autoconservazione, parassitarie e incapaci di dare sviluppo e dignità
al paese, ma di chi abbia il coraggio di imporre i principi del merito e
della coscienza del lavoro.
I danni al nostro patrimonio artistico sono storia di tutti i giorni, e
certo non è stato ancora raggiunto il culmine.
Gli Storici dell’Arte così come gli Archeologi ed altre categorie di
preparati laureati nel campo dei beni culturali sono stati degradati a
professionisti “non regolamentati” come i callisti ed i guardiamacchine
abusivi (LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4  Disposizioni in materia di
professioni non organizzate)
DICIAMO BASTA A QUESTO STATO DI COSE!
BASTA FORMAZIONE! VOGLIAMO OCCUPAZIONE!”

Lettera aperta alla S.A.U.

Di fronte all’immobilismo della politica italiana, incapace di ascoltare concretamente le richieste di cambiamento provenienti dalla Società civile, ormai sempre più ripiegata su sè stessa, in una sorta di

rassegnazione senza speranza, la via d’uscita non può che essere la rivoluzione morale e la reazione sollevate da  chi crede che la gente debba riprendersi la autorità decisionale in quella che è la vita di tutti,

calpestata dagli affarismi e dalle corruttele che da troppo tempo opprimono questo disgraziato paese.

Mi viene in mente, vicini come siamo al nuovo anno, il “Dialogo di un venditore di almanacchi ed un passeggere” scritto da Giacomo Leopardi , ed accantonato in un angolo delle lontane memorie scolastiche.

Ricordo a me stesso che il breve scritto era l’espressione del pessimismo leopardiano e l’affermazione  che la positività della vita consiste nelle illusioni e nella speranza del futuro, essendo preclusa all’uomo per natura la felicità.

Non viviamo in un epoca dominata dal romanticismo. Il mondo è dominato da illusioni consumistiche e dalla droga di una globalizzazione che manifesta sempre più il suo vero volto di speculazione e profitto.

L’etica, con buona pace dei proclami di partito, non esiste più così come la cultura e l’arte, pesanti fardelli utili solo ad abbellire ipocriti comizi elettorali.

Abbiamo esperienza di interventi nella cultura, nell’arte, nell’insegnamento di principi etici negli ultimi vent’anni di guide di governo, dei due colori bipolaristi ? Chi, se non a parole si è interessato di riformare la elefantiaca organizzazione burocratica dei beni culturali, da anni esistente solo per autoconservarsi e per riferire solo a sè stessa nei salotti stantii di una mummificata espressione culturale che ancora si arroga prerogative di primato e di esclusività.

Non voglio credere che la generazione dei nostri figli, ai quali appartengono titoli e capacità professionali usurpati e vessati dall’esercito di nani e saltimbanchi posti dai politici a guardia e difesa delle loro ignoranze, si debbano arrendere e limitarsi a sperare nell’illusione leopardiana di un futuro migliore.

Mi piace credere che chi vale scenda in campo e fare la guerra. La guerra ai soprusi, alle disonestà, alle corruzioni. La guerra per riportare il merito al centro della Società spazzando via la massa di incapaci che ci ha condotto al miserevole stato in cui ci troviamo.

E allora ben vengano le associazioni come la S.A.U. che cercano di occupare lo spazio che non c’è a difesa vera della cultura e dell’arte. Che cercano di difendere il ruolo dei cultori di una riforma morale e sociale negata da chi dovrebbe avere l’obbligo di attuarla.

Forse parliamo di una illusione leopardiana. Ma sono convinto che stiano maturando i tempi per cancellare dalla storia di questo paese i responsabili dello sfacelo che viviamo.

Avete un progetto importante da realizzare, anche, lo spero, con l’aiuto di chi crede nelle Vostre idee.

 Dott. Franco Mastrorilli

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ANNI ’70. Arte a Roma. Visita con l’artista Tomaso Binga

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SAU vi propone un’attività straordinaria per inaugurare le iniziative che si propone di organizzare per i Soci e per tutti coloro che in queste occasioni potranno associarsi direttamente.

Visita con l’artista – 9 febbraio 2014 h 11.00 – ingresso Palazzo delle Esposizioni – Roma

In occasione della mostra ANNI ’70. Arte a Roma presentata a Palazzo delle Esposizioni, SAU intende esplorarla da un punto di vista davvero unico e performativo.

La mostra conta oltre 200 opere di artisti nazionali e internazionali specchio della molteplicità linguistico-visiva di quel decennio. La concezione della mostra, le opere e i percorsi verranno sondati grazie all’analisi di un Socio Storico dell’Arte, ma per immergersi nell’atmosfera di quel periodo, la visita sarà arricchita dal personalissimo contributo dell’artista Tomaso Binga, protagonista della scena artistica di quegli anni e presente in mostra con l’opera MATER, che sarà da lei direttamente commentata. L’artista ci delizierà infine con una performance sonora, tratta dal suo ricchissimo repertorio di poesia visiva.

La visita sarà consentita a un numero massimo di 25 persone.
Per partecipare scrivere all’indirizzo email info@associazionesau.org entro il 15 gennaio 2014.
Il costo complessivo dell’attività che comprende biglietto di ingresso alla mostra, il diritto di prenotazione del gruppo, la visita e la performance è di 20 euro da saldare direttamente il giorno della visita al Responsabile dell’Associazione.

“500 giovani”: la posizione di ICOM Italia, ANAI e AIB come MAB

Presa di posizione contro il bando 500 giovani per la Cultura

La pubblicazione del bando per la selezione di “500 giovani” tirocinanti presso strutture del MIBACT è emblematico della  miope preferenza per misure occasionali ed emergenziali che caratterizza da decenni l’intervento pubblico nel settore dei beni culturali. A fronte della drammatica carenza di risorse di cui soffrono, in modo crescente negli ultimi anni, sia le strutture tecnico-scientifiche e di prima linea del Ministero, sia le istituzioni culturali private e delle amministrazioni locali, il Coordinamento MAB, che raggruppa associazioni di professionisti operanti in Musei, Archivi e Biblioteche, ritiene del tutto inaccettabile impiegare due milioni e mezzo di euro in un progetto di formazione di 500 giovani a tecniche di catalogazione e digitalizzazione dei beni culturali che molti giovani e meno giovani, sottooccupati o senza lavoro, già ben conoscono per aver fruttuosamente impiegato le loro competenze e abilità in progetti culturali rimasti sovente interrotti dall’esaurimento dei finanziamenti.

L’altro timore che ha innescato le proteste è quello di un meccanismo che appare di formazione ma di fatto nasconde una forma di precariato mascherato e sottopagato (l’indennità totale di cinquemila euro lordi per un anno di impegno a tempo pieno appare indecorosa per chi ha dedicato anni allo studio al fine di lavorare nel campo dei beni culturali), ma anche, forse,  un modo surrettizio di assunzione nei ruoli del Ministero senza il severo filtro delle prove di un concorso pubblico.

Per tali motivi il coordinamento MAB esprime il più fermo rifiuto della logica sottesa al bando per la selezione di “500 giovani” e chiede con forza al governo e a tutta la classe politica di assumere impegni concreti e strutturali in favore della tutela e valorizzazione dei beni culturali del nostro Paese, che avrebbe potuto e ancora potrebbe essere un volano per l’occupazione di qualità e per lo sviluppo economico e sociale, riconoscendo il diritto dei professionisti del patrimonio culturale a condizioni non degradanti di retribuzione.

Milano, 13 Dicembre 2013.

 

Firmato, MAB

Per ICOM Italia, il Presidente Alberto Garlandini Per ANAI, il Presidente Marco Carassi Per AIB, il Presidente Stefnao Parise